In questo nuovo post affronteremo un viaggio nel mondo degli anglicismi nella lingua spagnola. Nello specifico, individueremo quelli di uso più comune e cercheremo di capire quale atteggiamento adottare per essere il più possibile in linea con i parlanti madrelingua.


El mundo es un pañuelo: alzi la mano chi, nel 2018, crede ancora il contrario.

Le persone, le merci, le informazioni, le culture viaggiano e si spostano, niente e nessuno ha più radici inestirpabili: sappiamo sempre da dove veniamo, ma siamo sempre più disposti a non sapere esattamente dove tutto questo perderci, questo costante andare e venire, ci porterà. In un mondo che vuole ridurre il più possibile le distanze e abbattere confini non solo geografici, le lingue si contaminano l’una con l’altra e alcune più di altre lasciano tracce indelebili del loro passaggio. Ieri il latino, oggi l’inglese, domani chi lo sa… c’è sempre una lingua che, per una ragione o per l’altra, si impone come lingua della comunicazione globale conquistandone il monopolio, anche a discapito di minoranze, della diversità e ricchezza linguistiche.

Facciamo parte di imprese sempre più globali, tutti parlano e lavorano con tutti e non possiamo certo pretendere di imparare tutte le lingue del mondo in poco tempo; tutto questo ha una sua logica schiacciante, non trovi? Eppure qualcosa dentro di me scalpita ogni volta che mi soffermo a pensare a questa specie di omologazione linguistica in cui ci troviamo immersi, che ci fa credere che oggi l’unica lingua davvero utile da studiare e conoscere sia l’inglese. Ma veramente? Io non ne sono mai stata così convinta, anzi, ho sempre sostenuto la tesi che per entrare davvero in sintonia con una persona, per questioni private o professionali poco cambia, la conoscenza non di una lingua ponte ma della lingua madre di una delle due parti sia di grande aiuto.

Ogni lingua ha qualcosa che la rende unica, porta con sé un’espressività diversa da quella delle altre lingue. Diventare parlanti esclusivi di una lingua globale a discapito della diversità ci farà prima o poi perdere il contatto con le nostre radici linguistiche e con la cultura di cui ogni lingua è il veicolo principale.

Tanti bei discorsi, lo so, forse utopici, forse no, in un mondo che non sempre sembra remare nella mia stessa direzione: l’inglese ormai è territorio neutrale. Tuttavia credo sia nostro dovere fare il possibile per tutelarne l’identità linguistica e salvarlo dall’eccessiva semplificazione, dallo storpiamento e dall’abbrutimento a cui sta inesorabilmente andando incontro: pare che sia talmente importante parlare inglese che la maggior parte di noi non si preoccupa minimamente della qualità della propria conoscenza linguistica e ascoltare un inglese veramente di qualità è cosa più unica che rara.

L’inglese è, nell’epoca social (o post-social) che viviamo, la nuova lingua franca. Pensa all’enorme quantità di anglicismi che usi senza rendertene conto più o meno tutti i giorni e capirai cosa voglio dirti. Abbandoniamo termini autoctoni a favore di termini inglesi con la stessa facilità con cui gettiamo una penna che non scrive più per prenderne una nuova, come se le parole nostrane non avessero lo stesso impatto comunicativo, come se usando i corrispettivi italiani di art directorsales assistant o sales manager qualcosa venisse meno (eh certo, baby, l’aspetto international, no?). Dire “sono un art director” ci fa sentire più fighi, più sul pezzo e appetibili, in un disperato tentativo di auto-affermazione che sappia portarci oltre i confini, quelli imposti e quelli che ci siamo creati da soli. Non sappiamo (o non vogliamo) più parlare come mangiamo e alla vecchia favola del purismo linguistico ormai non crede più nessuno: una lingua non vive in una torre d’avorio isolata da ogni contatto con l’esterno, le lingue si influenzano a vicenda da sempre.

In questo contesto così dinamico, ogni neologismo, ogni prestito riflette i cambiamenti sociali e culturali dell’epoca in cui viviamo. Per cui no, non credo che l’invasione linguistica, se controllata, sia di per sé un fenomeno meramente negativo: le nuove forme di espressione mantengono in vita i sistemi linguistici, aggiornandoli ai tempi che corrono. Oggi più che enviar un mensaje wasapeamos e, onestamente, non ci vedo nulla di male in tutto questo adattamento linguistico ai tempi moderni, in questa vivacità comunicativa, anche se a lungo andare il rischio di impoverimento lessicale c’è: il mondo cambia e corre più velocemente che in passato e non c’è nemmeno il tempo di assimilare un cambiamento che dobbiamo subito essere pronti ad accoglierne un altro. Il mondo ha fretta, non possiamo aspettare che tutte le lingue assimilino il nuovo concetto, creino un neologismo o inglobino la parola straniera all’interno del loro sistema ogni volta che se ne presenta l’occasione. L’inglese ha vinto perché risponde perfettamente alla brevità e alla concisione comunicative richieste da un mondo sempre più proiettato verso il futuro e sempre meno disposto a fermarsi e ripetersi.

Inglese o spagnolo? 7 consigli per ottenere i migliori risultati comunicativi. 

Se sei riuscito a sopravvivere al mio filosofare e sei arrivato fino a questo punto del post, continua a leggere: sto per spiegarti come dovresti comportarti di fronte ad un anglicismo per il quale esiste un equivalente spagnolo e di fronte ad un altro per il quale corrispettivo spagnolo non c’è.

Partiamo col dire che l’atteggiamento del sistema linguistico spagnolo è generalmente molto più purista e conservatore rispetto a quello della nostra lingua madre, che a volte ci sembra così bistrattata e storpiata senza rispetto. Va da sé che in spagnolo, come in molte altre lingue, il numero di parole inglesi inglobate nella lingua standard va aumentando, questo mi pare così ovvio e scontato da non avere bisogno di delucidazione alcuna.

Ti voglio raccontare un aneddoto che ormai è entrato di diritto negli annali. Madrid, anno 2012, caffetteria della Universidad Complutense, in pausa tra una lezione e l’altra. Sono ad un tavolo con dei colleghi spagnoli, chiacchieriamo del più e del meno. Ad un certo punto la conversazione si sposta sulla musica e iniziano a parlare del gruppo de Los Beatles (per non rovinarmi la storia, ti prego di leggere il nome del gruppo esattamente come si scrive). Mi chiedono se anche in Italia sono famosi, rispondo di no, onestamente non li ho mai sentiti. Mi guardano tutti con aria perplessa e basita, ma ok, tutto è possibile a questo mondo, no? Improvvisamente uno di loro, incredulo, fa il nome di Lennon. La nebbia si dirada ed esclamo: “Ah, los Beatles” (ora puoi leggerlo come sempre, grazie). Questo per farti capire che tra spagnoli e italiani la lotta per il premio come miglior parlante di inglese 2018 è ardua e serrata!

 

Iniziamo con l’affermare che, nella maggior parte dei casi, gli spagnoli preferiscono parlare come mangiano: se esiste un’alternativa spagnola al termine inglese, preferiscono usarla. Non è una regola ferrea, sarai tu a gestire ogni singola situazione tenendo conto del contesto e delle persone con cui parli direttamente, facendo del tuo meglio per non cadere vittima dell’estremismo linguistico e non utilizzare equivalenti spagnoli caduti praticamente in disuso, l’effetto straniante sarebbe assicurato.

Non puoi sapere a priori cosa è abituata a dire la persona con cui dovrai relazionarti; potresti trovarti di fronte a qualcuno che ha, come te, estrema familiarità con gli anglicismi o a qualcuno che, al contrario, tende ad utilizzare maggiormente gli equivalenti spagnoli e tu devi essere preparato per portare a casa i migliori risultati. Molto dipende anche dai diversi fattori che determinano se un parlante nativo usa o meno anglicismi in un determinato contesto, tutti fattori la cui influenza non è sempre possibile prevedere con anticipo; impara, perciò, ad ascoltare (ma ascoltare per davvero) i parlanti madrelingua con cui ti relazioni, tira fuori il tuo buon senso linguistico e cerca di capire che termini prediligono, quali sono abituati ad usare, ecc. Ti accorgerai che ci sono casi in cui, pur esistendo l’equivalente spagnolo, il termine inglese ha decisamente avuto la meglio, come è accaduto per el puzle o self-service; allo stesso modo, quasi nessuno oggi dice la maestría al posto di máster, la mercadotecnia al posto di marketing (anche se in questo caso è consigliato familiarizzare comunque con entrambi i termini), la bitácora e la autofoto al posto rispettivamente di blog o selfie. Occhio, dunque, a non sembrare uscito direttamente dal 1957! In altri casi, invece, ti renderai conto che c’è un atteggiamento polemico e di fredda diffidenza nei confronti di alcuni anglicismi, come, ad esempio, runner invece di el corredor o cool al posto di guay o bonito.

Avrai già capito che il miglior atteggiamento da tenere è sempre quello che sta nel mezzo. Sicuramente è conveniente usare gli anglicismi quando non esiste un termine spagnolo che renda lo stesso concetto o il termine autoctono non è riconosciuto come comune all’interno della lingua standard. In ambiti come la tecnologia e l’informatica gli anglicismi molto spesso sono davvero l’unica opzione possibile, anzi, direi che il loro uso è imprescindibile, poiché servono proprio per coprire un vuoto lessicale derivante da nuove esigenze espressive che le altre lingue non sono riuscite a soddisfare. Alternative spagnole a software o hardware non ne esistono, per cui non ti resta che usare il termine inglese; se lo devi scrivere, ricorda di farlo entre comillas (“software”) o en cursiva (software). Al contrario, è preferibile evitare l’uso eccessivo e pedante di anglicismi per non cadere vittime del fastidiosissimo effetto “voglio essere international a tutti i costi, anche correndo il rischio di suonare forzato e ridicolo”.

Ti consiglio sin da subito di consultare il sito della RAE (ormai ne avrai fatto conoscenza) o dell’associazione Fundéu, appoggiata dalla stessa RAE, che lavora per diffondere il buon uso della lingua spagnola, anche quando si parla di termini inglesi; entrambe le pagine -esistono anche delle app comodamente scaricabili su telefono- ti permetteranno in brevissimo tempo di chiarire ogni tuo dubbio e fare la scelta migliore.

Vediamo ora alcuni esempi pratici di anglicismi e di corrispettivi spagnoli, così da permetterti di raccogliere qualche impressione a riguardo e poter iniziare già a fare le tue considerazioni.

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  1. Termini inglesi adattati al sistema fonetico e ortografico dello spagnolo.

L’adattamento di questi termini è perfetto a tal punto da renderne quasi irriconoscibile la vera origine. Ecco a te qualche esempio:

Chequear, digitalizar, ecualizar, el champú, el cómic, el eslogan, el esponsor, el güisqui, el táper, el túnel, escanear, la barbacoa, la hamburguesa, la interfaz, pauperizar, presurizar.

  1. Termini spagnoli usati più frequentemente del corrispettivo inglese. 

Conoscere una lingua straniera vuol dire anche familiarizzare col suo contesto socio-linguistico di partenza e non pensare esclusivamente che quello che fai tu a casa tua sia sempre – e ovunque, soprattutto – la soluzione migliore e più idonea.

  • El correo (electrónico). Sappi che potresti imbatterti anche nel termine el mail: te lo envío más tarde por mail/correo.
  • El descanso. ¿A qué hora tienes el descanso? è la domanda che uno spagnolo ti rivolgerà per sapere a che ora è la tua pausa, il tuo break, il tuo lunch. A questo proposito, vorrei fare un appunto proprio sull’uso del termine lunch. Secondo la RAE questo termine ha preso in spagnolo una valenza leggermente diversa rispetto a quella originale; infatti, più che essere l’esatto corrispettivo di el almuerzo, indica (e cito direttamente l’accademia di cui sopra) una comida ligera que se sirve a los invitados durante una celebración. Occhio, dunque, anche ai piccoli cambiamenti, alle impercettibili sfumature.
  • El enlance: link.
  • El ordenador: computer. Ammetto che questa è facile, ma mi serve per farti notare che ordenador si usa in Spagna, mentre in Sudamerica si predilige il termine la computadora.
  • El pantallazo: screenshot
  • El ensayo académico: paper
  • El ratón: mouse
  • El usuario: username
  • En línea: online
  • Ir de compras: fare shopping
  • La afición: hobby
  • La carpeta: folder. Potrebbe capitarti di vedere anche el fólder, chiaro adattamento del termine inglese.
  • La comida para llevar: take away
  • La contraseña: password
  • La cuenta: account
  • Los vaqueros: jeans
  • Mi pareja/mi socio. Qui dobbiamo fare le dovute distinzioni, dato che pareja indica il tuo/a compagno/a, quello/a che vive sotto il tuo stesso tetto e con cui hai consapevolmente -almeno lo spero!- deciso di condividere la vita, mentre socio è la persona con cui condividi gli affari.
  • Pagar con tarjeta o en efectivo: pagare col bancomat o cash.

3. Termini inglesi del settore economico entrati a far parte del sistema linguistico spagnolo. 

In ambito economico ricordati dei seguenti termini:

Clearing, corporación, crac, dólar, dumping, cheque (pronunciato alla spagnola, mi raccomando), holding, leasing, lobby (l’equivalente spagnolo sarebbe el grupo de cabildeo/de presión), trust.

4. Anglicismi considerati innecesarios. 

Nel marketing, il commercio o la pubblicità gli anglicismi sono parecchio diffusi, a volte anche senza un vero e proprio perché (diciamo pure che in alcuni casi chi lavora nel settore risulta parecchio ridicolo e forzato mentre cerca di usare più parole inglesi possibili, forse per vincere un premio finale sconosciuto ai non addetti al settore). Alcuni esempi? Consulting, back-up o abstract, termini per i quali esiste un corrispettivo spagnolo che non sempre viene utilizzato (la consultoría/la consultora, la copia de seguridad, el resumen).

5. Anglicismi usati nel mondo del español de los negocios.

Lungi da me decidere per te quale termine usare, ognuno mangia e parla come gli pare, e molto dipende anche dall’ambiente in cui ti muovi e dalle abitudini linguistiche delle persone che lo popolano. Ho scritto questo articolo per lasciarti qualche spunto di riflessione e qualche dritta (e anche per permetterti di capire quello che ti stanno dicendo e farti sentire a tuo agio), non certo per indicarti la via corretta o mettere dei paletti per bloccarne altre. Credo solo che sia importante continuare a ricordarti che più ti dimostri disinvolto all’interno del sistema linguistico dei tuoi clienti e dei tuoi partner commerciali, più possibilità avrai di chiudere un affare con successo e di crearti nuovi contatti: la fiducia e la stima si guadagnano anche a colpi di conoscenza linguistica.

  • Brainstorming: la lluvia de ideas
  • Brand: la marca 
  • Briefing: la sesión/reunión informativa. Ricorda che il verbo brifear vuol dire proprio hablar de proyectos.
  • Bróker: el agente de bolsa/operador financiero 
  • Business: el negocio.
  • Business plan: el plan de negocios
  • Cash-flow: el flujo de caja/el flujo de fondos/fondos generados/excedente/excedente de caja 
  • CEO (Chief Executive Officer): el director ejecutivo
  • CFO (Chief Financial Officier): el director financiero 
  • Coaching: dirigir/instruir a alguien 
  • Coworking: el trabajo de cooperación
  • Deadline: la fecha límite
  • Engament: el compromiso 
  • Estar work in progress: estar trabajando en eso
  • Failing. Quando usi questo termine per parlare di enti o società incapaci di far fronte ai loro debiti e senza nessuna prospettiva di miglioramento, il corrispettivo spagnolo ideale sarebbe en graves dificultades/inviable. Questa opzione è preferibile a en quiebra o quebrado, i quali fanno riferimento più che altro ad un ente o società in fallimento perché incapace di far fronte ai propri debiti a causa soprattutto di un’insolvenza (fonte dell’informazione è proprio Fundéu, così puoi capire quanto accurato e preciso sia il loro lavoro di ricerca terminologica).
  • Franchising: la franquicia 
  • Full time: tiempo completo 
  • High potential: el gran potencial 
  • Hacer un forward: reenviar un correo electrónico con la información pedida
  • Hacer teaming: hacer equipo
  • Headhunters: el cazatalentos 
  • Know-how: el saber hacer
  • Management: la dirección/gestión
  • Mandatory. A mandatorio è preferibile l’uso di uno dei tanti aggettivi che lo spagnolo mette a tua disposizione per esprimere l’obbligo, tra cui cito forzoso, imperativo, imprescindible, indispensable, necesario, obligatorio, preciso. Hai l’imbarazzo della scelta e usare mandatorio, in questo caso, è solo questione di pigrizia linguistica!
  • Merchandising: la promoción comercial/comercialización
  • Networking: la red de contactos 
  • Offshoring: la deslocalización
  • Packaging: el embalaje 
  • Part-time: tiempo parcial 
  • Product manager: el director del producto 
  • Prospect: el prospecto 
  • QBR (Quarterly Business Review): la revisión trimestral 
  • Random: al azar/aleatorio 
  • Staff: el equipo 
  • Start – up: la empresa emergente 
  • Slides: las diapositivas 
  • Target: el objetivo 
  • Timing: la sincronización 
  • Update: la actualización
  • Win-win: ganamos todos. Quest’espressione può essere usata, ad esempio, quando una negoziazione si conclude con la parità tra le parti.
  • Workshop: el taller

6. Anglicismi incorporati nel DRAE.

Ti starai chiedendo: “che cavolo è il DRAE?!?”. Niente di così spaventoso, è solo il Diccionario de la Real Academia Española (sì, sempre lei, la RAE). Troverai qui di seguito alcuni dei termini inglesi che sono stati inseriti nel dizionario della lingua spagnola dalla sua massima istituzione rappresentativa, un po’ come dire Accademia della Crusca per l’italiano. Alcuni sono veramente banali, ma è per farti capire che si tratta di parole che, prima di venir integrate nel dizionario ufficiale della lingua, formano parte del suo sistema linguistico per molto tempo, a tal punto da diventare quasi imprescindibili.

  • Bar
  • Best seller. Attenzione! Ricordati di usare questo termine esclusivamente per la vendita di libri o dischi, poiché per altri contesti si preferisce lo spagnolo superventas.
  • Bikini
  • Hacker
  • Holding
  • Reality show
  • Web
  • Wifi
  • Stop

7. Anglicismi con equivalente spagnolo raccomandato da Fundéu. 

Non c’è molto da dire in questo caso, se non leggi e cerca di estrapolare da questa piccola e limitata lista quello che potrebbe realmente interessarti o stuzzicare la tua curiosità.

  • Call center: el centro de atención al cliente
  • Crowdfunding: la microfinanciación. Rispetto al termine spagnolo, quello inglese è meno generale e più formale.
  • Hashtag: la étiqueta
  • it-girl: la chica-icono
  • look: el estilo/la imagen
  • malwer: el programa maligno
  • joint-venture: la filial conjunta/la empresa conjunta/los negocios en común
  • bullying: el acoso escolar
  • blockbuster: el éxito de taquilla/ventas. Generalmente si preferisce il termine inglese, mentre solo nel linguaggio più formale o professionale si preferisce utilizzare lo spagnolo.

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