Oggi la mia missione è convincerti che sì, si può imparare una lingua straniera a tutte le età, senza spendere cifre folli e senza dover per forza pensare ad un imminente trasferimento di tutta la famiglia (cani e gatti compresi) all’estero. Sono pronta a svelarti le ragioni per cui dovresti smettere di tergiversare ed iniziare immediatamente ad imparare una nuova lingua, vedrai che i vantaggi supereranno di gran lunga i lati negativi!

E se ti stai ancora nascondendo dietro a scuse più o meno campate per aria, ti ordino di smetterla subito e continuare a leggere questo articolo; analizzeremo assieme alcune delle scuse più comuni e cercherò con tutte le mie forze di farti capire che sono una più infondata dell’altra e che servono solo a farti perdere tempo inutilmente inseguendo paure e false convinzioni. Sono certa che quando avrai letto questo articolo smetterai di sentirti inadeguato, di rincorrere false promesse di perfezione assoluta e inizierai a guardare le cose da un’altra prospettiva.

Ci sarebbe ancora una cosa che puoi fare, ossia contattarmi privatamente -sul mio sito Internet o tramite la pagina Facebook- per avere maggiori informazioni sui miei servizi, il tuo corso su misura di spagnolo o francese ti sta aspettando! Fai un bel respiro profondo e buttati: la parte più difficile è iniziare, ma tu ci sei quasi…!

8 buone ragioni per cui dovresti assolutamente studiare una lingua straniera. 

1. Arricchire il tuo vocabolario. 

Inevitabilmente quando impari una nuova lingua impari anche nuovi modi di dire, nuove espressioni, nuovi termini che ti aiutano a dare voce con maggior precisione alle tue sensazioni o che, semplicemente, arricchiscono i tuoi pensieri.

Io, ad esempio, non posso fare a meno di pensare allo spagnolo pauta quando devo parlare di “modello, indicazione” o al francese maîtriser ogni volta che uso i verbi “controllare, padroneggiare”. Certo, magari la persona che ho di fronte non conosce né lo spagnolo né il francese e, dunque, non potrei usare queste parole al posto dei loro corrispettivi italiani, ma non è importante; quello che conta veramente è che il mio bagaglio lessicale è cresciuto, ha accolto nuove parole e le ha fatte sue a tal punto che, in certi casi, sembrano essere proprio loro la scelta più azzeccata per dare vita ad un concetto in modo più preciso ed efficace di quanto mi permette di fare la mia lingua madre.

É un po’ come quando E., che sa poco o nulla di spagnolo, vede una rapa: non può trattenersi dal chiamarla remolacha, come se il termine spagnolo avesse per lui maggiore aderenza all’oggetto rispetto a quello autoctono…!

Secondo me, non servirebbe nessun’altra ragione per convincerti a salpare verso una nuova lingua, ma ti conosco, caro lettore, e so che devo spingermi oltre per avere la meglio su tutti i tuoi timori e la tua titubanza…per cui, follow me, ho ancora molte altre cose in serbo per te!

2. Viaggiare e sperimentare nuove culture. 

Certo, si può viaggiare anche senza conoscere le lingue, ma saper parlare la lingua del territorio ti permetterà di vivere esperienze di viaggio più ricche e stimolanti. La ragione è molto semplice: potrai dialogare con le persone in modo più diretto, creare con loro maggior empatia, sbirciare nella loro quotidianità e conoscere degli aspetti della loro cultura che il turista non potrebbe cogliere senza uno sguardo più approfondito.

Se guardi il mio video di presentazione (quello che trovi nel mio sito internet al seguente link: http://www.serenacasagrande.com/about/), ti accorgerai di quanto sia importante per me l’unione lingua/cultura. Una lingua non è solo grammatica, non è solo catene di suoni che si susseguono, non è solo parole su parole, è molto di più: è la rappresentazione di un mondo articolato di valori e tradizioni che solo entrando in contatto con le persone o approfondendo la lingua puoi conoscere veramente.

Da tenere in considerazione anche l’aspetto professionale. Magari ti capita di viaggiare per lavoro più o meno frequentemente fuori dall’Italia e, dunque, di doverti costantemente confrontare con realtà culturali e professionali diverse dalle tue; proprio per attenuare queste differenze ed evitare che si trasformino in aspetti che limitano il tuo lavoro e la tua libertà di manovra espressiva, ti consiglio calorosamente di fare del tuo meglio per imparare la lingua dei tuoi clienti o dei tuoi partners lavorativi, agevolerai le relazioni e stringerai dei rapporti commerciali più solidi e sinceri.

3. Aumentare le tue possibilità comunicative  e migliorare la memoria. 

Nel 2018 allargare le proprie possibilità comunicative vuol dire sì poter comunicare con un maggior numero di persone, ma anche poter accedere a un numero più elevato di contenuti, come, ad esempio, serie TV, film e libri in VO.

Ricevere solo una versione del mondo è limitante e riduttivo, poiché non ti permette di conoscere i fatti da un altro punto di vista, limitando, così, le tue possibilità di conoscere il mondo anche dal di fuori, al di là del tuo essere italiano.

Anche il dialogo con chi vive un altro ambiente culturale, più o meno diverso dal tuo, si rivelerà estremamente stimolante per la tua crescita personale e, perché no, anche professionale: potrai conoscere ed ascoltare esperienze tra le più varie e trarre ispirazione per cambiare un aspetto della tua vita o semplicemente migliorarti aumentando il tuo bagaglio di conoscenze.

Lo studio di una nuova lingua, proprio perché di studio si tratta, ti aiuterà non soltanto a nutrire il tuo spirito e la tua curiosità, ma anche a mantenere allenata la memoria ed elastica la mente. In alcuni momenti quello linguistico è anche uno studio mnemonico, mero esercizio di memorizzazione, ma il vero toccasana per il tuo cervello è sicuramente quello che viene dopo, ossia, la fase in cui ti prepari ad interiorizzare e fare tuo quello che hai appena studiato, poiché è proprio in questo momento che impari veramente e che godi dei frutti dello studio nudo e crudo.

Quello delle lingue non è mai uno studio fine a se stesso, come puoi vedere è estremamente stimolante proprio perché ricco di sfaccettature e lati nascosti tutti da scoprire: più avanzi con lo studio, maggiore è il numero di cose che scoprirai e a cui ti appassionerai anche grazie alla lingua che stai imparando. Può essere che studiando il francese tu abbia scoperto l’Esistenzialismo e te ne sia innamorato, come può essere che studiando spagnolo tu ti sia scoperto interessato alla pittura di Goya, tanto da organizzare un viaggio a Madrid per ammirare i suoi dipinti al Museo del Prado.

Da cosa nasce cosa; precluderti un’esperienza solo perché hai delle remore, non sai e poi boh, potrebbe significare precludertene molte altre.

Sei pronto a iniziare un corso in spagnolo o francese con me?Fammi sapere di cosa hai bisogno e saprò indicarti lo strumento a te più adatto.

I miei servizi

 4. Aumentare la sicurezza e la fiducia in te stesso e nelle tue capacità. 

Lo devi ammettere, già stai pregustando la soddisfazione che proverai nel momento in cui riuscirai, dopo ore di studio, concentrazione e fatica, a pronunciare la prima frase complessa di senso compiuto o a capire quasi tutto quello che senti… figo, vero?

Imparerai che a volte vale proprio la pena buttarsi e cogliere ogni occasione, anche la più piccola e insignificante, per parlare: perché la cosa importante quando si studiano le lingue non è tanto andare all’estero (certo, se puoi meglio ma non è indispensabile) ma sfruttare ogni singolo momento per parlare, parlare e ancora parlare.

Durante le vacanze di Natale io ed E. abbiamo trascorso alcuni giorni a Torino. Una sera, seduti in un buonissimo take away ligure (che vi consiglierei di provare se questo fosse un food blog e io una food blogger…ma sarebbe un’altra vita e un’altra storia), E. ha deciso di cedere i nostri posti ad una coppia di francesi appena entrata, dato che noi avevamo praticamente finito di cenare e stavamo gustando un interessantissimo amaro; ed è lì che, quasi senza pensarci, come un istinto automatico ed incontrollabile, mi sono ritrovata a dire cose in francese e a iniziare con i nostri vicini di cena una brevissima conversazione, quanto basta per creare un “incontro” più umano e cordiale, bypassando l’universale inglese (che proprio per la sua universalità si sta svuotando di ogni contorno culturalmente intimo e personale) e anche la lingua dei gesti.

All’inizio avrai paura di sbagliare, non vorrai buttarti perché la tua sete di perfezione controllerà ogni tua mossa come il più severo dei carcerieri, ma a lungo andare vedrai che dovrai darmi ragione: non potrai fare a meno di provarci, è come se da dentro sentissi un bisogno irrefrenabile di essere qualcuno anche nei panni di persona che parla un’altra lingua, che usa un altro codice linguistico per esprimersi e dialogare col mondo esterno. E ti sentirai fiero di te, libero e sorriderai perché due, tre, quattro mesi prima non avresti mai creduto di poterlo fare, non avresti mai pensato di avere il coraggio di buttarti, di parlare senza preoccuparti di infilare le giuste parole una dietro l’altra per evitare anche il più insulso degli errori.

Eh sai, so’ proprio soddisfazioni 🙂

5. Dare una spintarella alla tua carriera.

Sei stufo, stai facendo da anni sempre e solo la stessa cosa, in un ripetersi monotono delle giornate che ha assunto ormai delle sfaccettature piuttosto inquietanti, il tuo lavoro ha smesso da un po’ di regalarti qualche brivido e credi sia giunta l’ora di ammettere che meriti qualcosina in più. Ecco, sappi che per arrivare a quel qualcosina in più che stai cercando, le lingue potrebbero esserti d’aiuto.

Ovviamente dipende dall’ambito professionale in cui ti dimeni, ma credimi se ti dico che nel 2018 quasi ovunque la conoscenza linguistica è valutata come un valore aggiunto, in alcuni casi è addirittura un must, la conditio sine qua non per poter accedere al livello successivo. E allora rimboccati le maniche e fai pace con l’idea di rimetterti sui libri e sfidare te stesso, sono certa che ne uscirai vincitore: molto spesso una forte motivazione personale/professionale è il vero motore del cambiamento.

6. Regalarti un’esperienza formativa.

Non importa a che punto tu sia della tua vita, non importa quanti figli o quanti anni tu abbia: non è mai troppo tardi per vivere un’esperienza formativa -anche breve, di lavoro, di studio, o semplicemente di vita- all’estero per confrontarti con le tue conoscenze e anche con te stesso, le tue insicurezze e pure con le tue convinzioni.

Quando sono partita per Madrid era l’autunno del 2011. Io sono nata nel 1986 per cui ero relativamente giovane, insicura, più timida di adesso e piena di paure. Sono partita con il classico magone in gola all’idea di lasciare mio papà, il mio cane ed E. qui: non sapevo quello che avrei trovato ma conoscevo quello che lasciavo in sospeso prima che la parentesi Spagna si chiudesse e potessi tornare definitivamente. Non è certo stata un’esperienza facile, ma devo ammettere che, se non l’avessi fatta, non avrei imparato tutto quello che so sull’insegnamento linguistico, non avrei imparato così bene lo spagnolo e, forse, non sarei la persona e l’insegnante che sono oggi.

Non importa che sia un anno, otto mesi o due settimane, quello che conta è che tu sappia sfruttare ogni momento per imparare la lingua, per confrontarti con la sua cultura e tornare a casa con delle conoscenze più consapevoli di prima, in primis riguardanti te come individuo. Se poi hai la fortuna di poter condividere quest’esperienza anche con la tua famiglia, vedrai che ne uscirete tutti fortificati e avrete un motivo in più per sentirvi parte dello stesso momento e per capire veramente cosa vuol dire condividere esperienze, attimi e immagini.

7. Diventare più aperto e tollerante.

Curiosare, sperimentare e conoscere tradizioni diverse dalle tue aprirà la tua mente, ti permetterà di capire maggiormente gli altri e di guardare al diverso con occhio meno severo, meno critico e più comprensivo.

Imparerai a lasciarti stupire anche dagli aspetti negativi, a non precluderti nulla solo perché da te non si fa così ma cosà. Avere quella che si chiama visione etnocentrica del mondo è assolutamente normale: nasciamo e cresciamo immersi in un ambiente socio-culturale che ci influenza innegabilmente e lascia dentro di noi delle tracce che difficilmente possono essere completamente cancellate. Tuttavia, ti consiglio di imparare a conoscere prima di giudicare, a guardare prima di distogliere lo sguardo.

Entrare a contatto con una nuova lingua, stringere mani straniere e confrontarti con una cultura altra rispetto alla tua metterà in discussione il tuo modo di pensare e ti farà rivedere alcune cose che hai sempre considerato come pilastri imprescindibili del tuo essere.

Non c’è niente di giusto o di sbagliato, a meno che non sia tu a deciderlo.

8. Seguire la tua passione o il tuo interesse per la linguistica.

Tu potresti essere tra quelle persone che non hanno una vera e propria urgenza personale o professionale che li spinge (o li obbliga) a confrontarsi con una nuova lingua, ma che non possono fare a meno di impararne una e un’altra ancora e poi un’altra ancora semplicemente per placare la sete di conoscenza linguistica.

Io, ad esempio, ho scelto di studiare spagnolo semplicemente perché mi piaceva come suonava; allo stesso modo, ho scelto di approfittare della possibilità di studiare una terza lingua all’università muovendo qualche passo nel portoghese, semplicemente perché i suoni mi affascinavano e le lingue romanze mi interessano più di altre.

Per cui se te lo stai chiedendo, sappi che la risposta è sì: la passione per le lingue in generale, l’interesse per un mondo linguistico piuttosto che per un altro è una motivazione abbastanza forte per continuare il tuo viaggio verso nuove mete e ampliare, così, le tue conoscenze.


Le 9 scuse più comuni per non iniziare lo studio di una lingua straniera. 

Perché tutti prima o poi ci siamo nascosti dietro ad una scusa più o meno cretina per non fare qualcosa, per fuggire a qualcosa che non ci va a genio o per non vedere qualcuno che non sopportiamo.

Beh, mio caro lettore, sappi che, per quanto riguarda le lingue straniere è giunto il momento di uscire dalla tana, un passo alla volta o correndo come se non ci fosse un domani (questo lo deciderai tu) e di smetterla di rimandare per paura, pigrizia o scarsa convinzione nelle tue capacità. Mettiti in moto sin da subito, entra nel mio sito Internet, fatti un giro tra i miei servizi e contattami, saprò convincerti definitivamente che è ora di fare e di smetterla di aspettare tempi migliori, ché tanto quelli non arrivano mai (che ventata di ottimismo, vero?!?) E soprattutto, giusto perché siamo in vena di banalità, non fare domani quello che puoi fare oggi, quante volte me lo sono sentita ripetere da piccola…!

 1. Sono troppo vecchio ormai, non ho più né l’età né la testa per certe cose. 

Signori e Signore, ecco a voi la madre di tutte le scuse, fatele un bell’applauso!!

Qui bisogna andarci pesanti con l’auto-convincimento. No, non sei troppo vecchio per imparare il francese, se ti va davvero di farlo, vouloir, c’est pouvoir. La volontà e la determinazione, se accompagnate dalla giusta strategia di apprendimento, dalla passione e da un’attitudine positiva e propositiva, possono davvero portarti molto in là, oltre il limite che ti sei autoimposto.

Ti voglio raccontare una cosa: uno dei migliori gruppi che abbia mai avuto, uno dei gruppi più dinamici, brillanti e divertenti che mi sia mai trovata davanti, è formato da tre giovani ragazzi e da un gruppo di amiche, tutte over 60enni che sanno cosa voglia dire mettersi in gioco e ridere dei propri limiti. Per cui, posso sapere cosa ci fai ancora lì piantato a fissare il vuoto? Non è mai troppo tardi per fare qualcosa che vogliamo veramente e che ci interessa sul serio.

2. Non posso viaggiare, per cui imparare una lingua sarebbe uno sforzo inutile.

Mettiamola così: per una buona volta perché non fai qualcosa semplicemente perché ti va di farla, basta, stop, punto e a capo?

Certo, è vero che il viaggio è sempre un’esperienza che arricchisce, che ci fa capire molte cose e che, a livello meramente linguistico, ci aiuta a migliorare la pronuncia e ad ampliare il lessico; è anche altrettanto vero che molte persone che conosco e a cui io stessa ho insegnato, hanno imparato spagnolo o francese molto bene senza essere mai andati nemmeno una volta né a Granada né a Lione.

Ti svelo un segreto: per imparare una lingua non è indispensabile viaggiare. Quello che serve veramente, almeno finché si muovono i primi, tentennanti passi, è studiare, capire, conoscere, ascoltare e – the last but not the leastparlare, anche a vanvera se necessario, anche da soli come i pazzi se indispensabile. Se deciderai di contattarmi, ad esempio, potremmo farci delle interessanti conversazioni via Skype per migliorare il tuo francese o il tuo spagnolo, arricchendo il tuo vocabolario e facendoti acquisire più sicurezza e maggior scioltezza.

E. ha deciso di non buttare al vento i 6 mesi di corso di inglese a Malta e di fare qualcosa per mantenere in vita il più possibile quello che ha imparato, pur vivendo in un paesino sperduto della provincia di Treviso. E sai come? Ha contattato la sua insegnante di inglese e si sono accordati per fare delle ore di conversazione via Skype. E nessuno di loro si dovrà spostare dall’ufficio o da casa, interessante, no?

3. Non ho tempo, non saprei quando studiare.

A parte il fatto che ormai il tempo sembra essere una pietra rara, a parte che non ho mai ben capito cosa voglia dire “non ho tempo”, pensa che ne sprecheresti molto meno se decidessi di fare qualcosa di concreto invece di stare lì a valutare i pro e i contro, nella speranza che questi ultimi vincano sui primi e tu possa beatamente convincerti che niente di troppo scomodo fa per te.

Come seconda cosa, ti voglio dire che per studiare una lingua non serve avere a disposizione 4 ore ogni giorno: se non hai fretta e non devi rispettare scadenze ingombranti, sappi che un paio di minuti al giorno, mescolati ad una buona dose di concentrazione, impegno e perseveranza, possono davvero fare la differenza. Impara ad ottimizzare il tempo e a gestirlo nel modo più proficuo possibile per te.

Se, al contrario, i tuoi tempi sono stretti, datti delle priorità per capire davvero quanto sia importante per te e il tuo futuro imparare bene la lingua che ti viene richiesta. Ho visto persone recuperare un anno di scuola in tre mesi: ancora una volta, se vuoi, puoi.

4. Ci vogliono troppi soldi, non me lo posso permettere.

Eccoli qua, non potevano certo mancare i soldi, la più grande gioia e il più grande dolore di questa epoca.

Anche in questo caso non posso fare altro se non smentirti: ti stai raccontando l’ennesima bugia. A meno che tu non voglia studiare francese alla Sorbonne vivendo a Parigi in un appartamento con vista Place de la Concorde, nessuno ti sta chiedendo di fare un mutuo per studiare una lingua straniera. E poi fatti un giro nel mio sito, c’è un bel po’ di materiale scaricabile gratuitamente che potrebbe essere utile per il tuo studio.

5. Non fa per me, non sono mai stato portato per le lingue, sarei ridicolo e mi ci vorrebbero mesi per imparare un verbo.

Già, ognuno di noi ha dei tempi diversi e i metodi di apprendimento sono estremamente soggettivi, ma questo non ha mai impedito a nessuno di imparare una lingua straniera. Magari farai più fatica della tua amica e ti sentirai goffissimo (come la sottoscritta in una piscina dove non si tocca…), ma ciò non significa che tu non possa comunque provarci e stupirti di quanto l’impegno e la convinzione facciano la differenza.

Un atteggiamento negativo e disfattista è il peggior nemico dell’apprendimento. Nessuno ti sta chiedendo di diventare il migliore in assoluto, la perfezione è uno specchietto per le allodole, una cosa che ci siamo inventati per vivere peggio; semplicemente dovresti deciderti a muovere i primi passi, che sicuramente sono quelli più difficili. Se, invece, il tuo problema è che non trovi un metodo che faccia davvero al caso tuo, non ti arrendere: contattami in privato, via mail o via Facebook, e assieme otterremo risultati che non avresti mai creduto possibili, devi solo darti (e darmi) una possibilità!

6. Tanto ormai si parla inglese ovunque.

Usciamo cortesemente dagli stereotipi.

Che ci siano popoli che parlano l’inglese meglio di noi italiani è una realtà innegabile, ma che tutti parlino inglese come Dio comanda è tutta un’altra storia. Se, ad esempio, devi parlare di affari con un francese o uno spagnolo, è molto meglio per te e per l’esito del vostro incontro se tenti di parlare nella loro lingua, poiché né gli spagnoli né i francesi sono dei campioni mondiali di inglese. Parlare la lingua della persona con cui stai cercando di chiudere un affare o a cui vorresti far firmare quel contratto ti dà una marcia in più per creare un rapporto maggiormente basato sulla sintonia e la fiducia reciproca, per apparire più credibile e professionale: è un modo come un altro per dimostrare interesse verso la persona e il mondo che le appartiene.

7. Non ho conoscenze di grammatica nemmeno in italiano, figuriamoci in un’altra lingua!

Se la lingua ti serve esclusivamente per parlarla e non per insegnarla o per studiarne i fenomeni e la storia, saper distinguere un complemento di termine da una subordinata concessiva è assolutamente secondario. Le categorie grammaticali sono importantissime perché creano ordine e danno vita alle norme che fanno di una lingua una lingua, ma non sono concetti fondamentali quando si impara una lingua straniera per usarla nella vita reale.

Un insegnante deve assolutamente sapere tutte queste cose, di questo sono più che convinta, ma se la tua strada è quella del commercio estero, credo proprio che distinguere un que relativo da un que congiunzione non sia un tuo problema vitale.

8. La mia famiglia e i miei amici non mi capiscono.

Capita di sentirsi incompresi, non abbiamo tutti gli stessi obiettivi e le stesse ambizioni, per cui è assolutamente normale che qualche tuo famigliare o qualche tuo amico inarchi le sopracciglia e storga il naso ascoltando le tue volontà. Nessuno, però, ha il diritto di giudicare le scelte altrui, soprattutto se sono innocue come quella di voler studiare una seconda lingua. Il vero problema è che i cambiamenti spaventano sempre, gli azzardi e le scelte scomode fanno paura ai più e a tutti coloro che hanno deciso di sedersi comodamente sulla propria vita, a quelli che “vorrei, ma…”.

Se quello che fai è giusto per te e non danneggia la moralità di nessuno, andrà bene anche agli altri. In fondo non stai dichiarando di voler diventare un eroinomane stile Trainspotting

9. Fra qualche anno le lingue saranno una conoscenza inutile, la tecnologia farà il suo corso anche in questo campo.

Sai cosa credo? Che tu debba smetterla di guardare episodi di Black Mirror se questo è l’effetto che hanno sul tuo cervello.

Invece di fare profezie su tempi futuri e remoti in cui Google Traduttore diventerà uno strumento di mediazione linguistica vagamente sensato e coerente, pensa al presente in cui vivi e convinciti del fatto che, al momento, non c’è niente di tutto ciò e che ti toccherà fare lo sforzo ancora per qualche anno se non vuoi rimanere tagliato fuori dal mondo del lavoro e bruciarti infinite possibilità per una demenza da serie TV.

Allora, ti ho convinto o no? Già le vedo le tue sopracciglia che si distendono, già mi sembra di sentirlo il cambiamento. Ricordati che siamo sempre noi i primi a crearci barriere e a limitare le nostre possibilità tutte le volte che ci nascondiamo dietro ad un “forse è meglio aspettare ancora un po’” o che scegliamo di non scegliere perché è decisamente (non ti posso biasimare per questo) più confortable.

Spero comunque di averti aiutato a riflettere e che almeno una piccola spia si stia accendendo nella tua testa. Se hai bisogno di maggiori informazioni o vuoi condividere la tua esperienza, sai dove trovarmi!

Nel frattempo, fatti un giro nel post che troverai cliccando il pulsante qui sotto: per la serie old but good, ecco a te alcuni suggerimenti per iniziare a studiare una lingua straniera.

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Ci sentiamo presto… e non dimenticare di condividere!

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