In questo nuovo post ti svelerò i segreti della traduzione. Scopriremo assieme che la traduzione perfetta nasce dall’armonia tra fattori linguistici ed extralinguistici e che il rispetto per il contenuto e la forma della versione originale è importante tanto quanto il rispetto per il contesto della lingua di arrivo.
Perché di traduzione se ne parla, ma non sempre nel modo giusto.
È arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza, per non cadere nella trappola di chi si spaccia per traduttore e gioca al ribasso e per non darla vinta all’ottusità generale per cui pagare un buon traduttore per avere un buon prodotto finale è una spesa evitabile con qualche sotterfugio.
Ti ho incuriosito?
Allora prenditi un paio di minuti per leggere e condividere questo articolo! 

COS'É LA TRADUZIONE?

Questa è la domanda da un milione di euro che ti faccio oggi; la risposta sembra facile, vero?

Prendi un testo scritto in una lingua straniera e ne crei una versione in italiano. Giusto, ma non esaustivo quanto basta.

Tradurre è un processo molto più complesso e affascinante di quello che questa definizione semplicistica vuole farti credere; prima di arrivare al testo tradotto, infatti, dovrai fare i conti con tutta una serie di fasi intermedie non meno importanti dello scopo finale stesso.

Durante la laurea magistrale (per i pochi a cui può interessare, l’ateneo in questione è quello di Padova) ho seguito dei corsi e dei laboratori di traduzione: dalla traduzione tecnica a quella letteraria, passando per un corso di traduttologia e traduzione dei giochi di parole nei fumetti di Astérix et Obélix.

Ognuno di questi corsi mi ha permesso di approfondire la mia conoscenza sia dello spagnolo che del francese, ma soprattutto di familiarizzare con gli strumenti necessari per crearmi un bagaglio nozionistico e farmi un’idea un po’ più concreta sulla traduzione.

Ed è proprio questa idea che voglio condividere con te.

Tradurre equivale a creare un ponte tra due culture e due sistemi linguistici più o meno lontani tra loro, contribuendo a rendere accessibile la cultura e l’informazione a tutti, addetti ai lavori e non.

Il testo tradotto viene trasportato in un contesto sociale, linguistico e culturale diverso da quello di partenza. Il compito del traduttore è proprio quello di accompagnarlo nel suo viaggio da lì a qui, assicurandosi che il significato e lo stile vengano adattati esclusivamente dove necessario per salvaguardarne il senso tematico e culturale.

Il traduttore ha un rapporto speciale con le parole ed è costantemente alla ricerca del termine perfetto per quel contesto, per quel pubblico di destinatari, per quel ritmo di lettura. Lavora nelle retrovie, come un regista dietro la cinepresa, per dare voce a un testo che altrimenti non potrebbe varcare i confini del Paese in cui è stato creato.

Se i cellulari che compriamo avessero libretti di istruzioni solo in coreano, ho come l’impressione che non tutti avremmo modo di capire come configurarli…!

Purtroppo, la maggior parte delle persone là fuori è convinta che per essere traduttori sia sufficiente conoscere una seconda lingua, cosa vuoi che sia, perché pagare qualcuno per tradurre un testo quando lo posso benissimo fare io con l’aiuto di traduttori automatici che si trovano facilmente (leggi gratuitamente) online.

Rifiutarsi di riconoscere la complessità di questa professione equivale a privarla della sua dignità e della sua importanza sociale e culturale, oltre che linguistica. Ogni volta che la sminuiamo, la banalizziamo e la sottovalutiamo un aspirante traduttore si arrende per mancanza di rispetto e considerazione da parte della collettività e del mondo del lavoro.

Non si nasce avvocati, non si nasce ginecologi o enologi e non si nasce traduttori.

Non ci si può improvvisare avvocati, ginecologi o enologi… e non ci si può improvvisare traduttori.

Un traduttore è un professionista esattamente come l’avvocato, il ginecologo o l’enologo. 

Tradurre è una professione non meno complessa di tante altre, che richiede abilità specifiche e settoriali che si acquisiscono con la pratica e studi mirati; non è un passatempo, è un lavoro che ha bisogno di strumenti, silenzio e massima concentrazione.

È arrivato il momento di presentarti il kit per una traduzione perfetta secondo me medesima!

Buona lettura e che questo articolo ti possa insegnare tante cose nuove e offrire tanti nuovi spunti di riflessione.

Sei pronto a iniziare un corso in spagnolo o francese con me?Fammi sapere di cosa hai bisogno e saprò indicarti lo strumento a te più adatto.

I miei servizi
  1. Per tradurre non basta conoscere una lingua straniera.

Non basta nemmeno aprire un vocabolario e sperare di trovarci tutte le risposte possibili e immaginabili, neanche fosse un oracolo.

Quello di cui avrai indiscutibilmente bisogno è un’elevata consapevolezza culturale e linguistica unita ad un’ottima conoscenza grammaticale, lessicale e sintattica sia della lingua originale (o lingua sorgente) che della lingua di arrivo (o lingua target).

Saper parlare una lingua o essere madrelingua molto spesso non sono qualità sufficienti per saper tradurre: devi innanzitutto essere consapevole dei sistemi linguistici con cui lavori, delle loro strutture e delle loro caratteristiche intrinseche.

Prima impari una lingua, la studi e la analizzi e poi, solo poi, traduci.

 

  1. Approfondisci l’ambito linguistico in cui vorresti specializzarti, studia e fai pratica.

Costruisci un bagaglio terminologico-nozionistico tale da poterti muovere con autonomia e disinvoltura all’interno dell’ambito in cui hai scelto di specializzarti.

Prima di buttarmi nella traduzione giuridica ho seguito un corso di formazione online erogato dall’Università di Genova. Non sono diventata un’esperta giurista in pochi mesi, ma ho comunque avuto modo di acquisire delle conoscenze sul processo di traduzione e sulla terminologia specifica che prima non avevo. Ancora oggi il materiale e i consigli accumulati durante i mesi di corso sono i miei compagni di lavoro preferiti per la traduzione di un testo giuridico.

Questo per farti capire quanto sia importante studiare, imparare e fare pratica per acquisire consapevolezza del linguaggio specifico e delle norme strutturali che lo caratterizzano, evitando così strafalcioni, errori o scivoloni su bucce di banana facilmente evitabili con i giusti accorgimenti.

Per cui sì, caro lettore, a volte c’è una bella differenza tra un testo tradotto da un traduttore professionista e uno tradotto da un impiegato dell’azienda che parla una qualche lingua straniera ma che non ha mai tradotto niente di più complesso delle frasi di inglese delle superiori e non ha mai studiato la lingua in modo approfondito, analizzandone ogni singola caratteristica.

 

  1. Rassegnati all’evidenza, non puoi essere un tuttologo.

Ci saranno ambiti in cui ti senti più preparato e sicuro ed altri in cui fai fatica ad orientarti perché non possiedi le conoscenze basilari.

Sta a te avere l’onestà intellettuale necessaria per riconoscere (e conoscere) i tuoi limiti e ammettere a te stesso che non puoi tradurre qualsiasi tipo di testo ti si pari davanti senza un minimo di esperienza – almeno linguistica- del settore a cui il testo appartiene.

Sapresti tradurre a prima vista un trattato medico o un testo di ingegneria aereospaziale in italiano solo perché parli italiano da sempre? Io temo di no, perché in casi simili le abilità linguistiche da sole non bastano per garantire ottimi risultati professionali.

Più settoriale è l’ambito, più difficile sarà la traduzione e più alto sarà il numero di conoscenze extralinguistiche richieste.

Se vuoi davvero cimentarti con una traduzione di letteratura scientifica ed ottenere risultati ineccepibili, documentati, accumula pratica ed esperienza, impara più che puoi, cerca di inserirti nel settore e creati qualche conoscenza che possa soccorrerti nel momento del bisogno.

Ricorda che consegnando un lavoro mediocre, chi gioca a perdere sei tu.

Hai ragione, è giusto mettersi in gioco, ma bisogna anche essere consapevoli di quello che si è davvero capaci di fare.

 

  1. Ad ogni termine tecnico ne corrisponde uno e uno solo. 

Di fronte ad un termine tecnico la perifrasi è assolutamente bandita, in quanto la corrispondenza lessicale è sempre e solo univoca e simmetrica.

“Tenuta meccanica” in inglese è mechanical seal, “guarnizione” in spagnolo è junta, “ghiera” in francese è bague e così via.

Non si tratta di trovare la sfumatura perfetta per interpretare al meglio il significato o trasmettere il sottile doppio senso dell’autore, ma di trovare il corretto corrispettivo del termine nella lingua di arrivo.

Quando traduci un testo tecnico non andare a tentativi e non ti accontentare del primo termine in cui ti imbatti su qualche dizionario online; verificane sempre la correttezza attraverso una ricerca più approfondita.

Vai su Google e scrivi mechanical seal” traduzione ita, troverai dei testi in cui il termine appare in contesto anche nella versione tradotta.

Con un po’ di fortuna potresti imbatterti in glossari, manuali o altra documentazione tecnica autentica di cui far tesoro: se si tratta davvero di materiale professionalmente valido, archivialo, ti sarà di aiuto anche per lavori successivi.

Più è alto il numero di risultati contenenti la traduzione del termine sotto esame, più il livello di correttezza sarà elevato. Se, al contrario, il termine che vorresti usare è presente solo in dieci testi – tre dei quali di dubbia origine-, forse è il caso che ricominci la ricerca.

Serviti di Google immagini per aiutarti a capire se il corrispettivo trovato è davvero quello giusto. Digita mechanical seal e controlla che le foto che trovi per la parola inglese mostrino lo stesso oggetto che troverai per l’italiano “tenuta meccanica”.

Uno strumento che può esserti d’aiuto nella ricerca terminologica è lo IATE (iate.europa.eu/), la banca dati terminologica della Comunità Europea. Devi solo inserire il termine che vorresti tradurre, scegliere l’accoppiata di lingue che ti interessa e cercare, il sistema ti offrirà tutta una serie di risultati.

Ma mi raccomando! Occhio vigile, spirito critico, intraprendenza e prova del nove non devono mancare mai: accertati sempre che il termine trovato corrisponda davvero a quello che cerchi. Si tratta pur sempre di uno strumento di ricerca, non dell’espressione della veritas assoluta e indiscussa.

 

  1. La pazienza è la virtù non solo dei forti ma anche di chi traduce. 

Se ti trovi di fronte ad un termine non tecnico, per il quale non esiste solo un unico corrispettivo possibile, che ti mette in difficoltà perché non sai come tradurlo, non trovi nessun suggerimento valido o non riesci a scegliere tra tutte le opzioni in cui ti sei imbattuto, fai un bel respiro profondo, non farti prendere dal panico e leggi il prossimo suggerimento.

A mente lucida opta per il corrispettivo più semplice, più generico e meno specifico, così da essere certo che nessuna sfumatura non richiesta venga aggiunta al senso del testo solo perché hai scelto un termine senza essere veramente – ma veramente – certo della sua autorevole correttezza.

Ad esempio, se devi tradurre in inglese “farsi carico dei costi” ma non trovi nulla che ti convinca al 100%, brancoli nel buio e non vedi la luce in fondo al tunnel, scegli il verbo “pagare”, dopo aver verificato che il senso generale del discorso non cambi e che non ci siano pericoli di fraintendimenti, interpretazioni non richieste o impoverimento lessicale.

Quando è possibile (e solo quando è possibile) vale la pena cercare di semplificarsi la vita.

Attento solo a non abbassare il registro linguistico del testo e controlla che la scelta più facile si adatti perfettamente all’ambito e al pubblico a cui il testo si rivolge.

C’è anche un’altra cosa che puoi fare per uscire dall’impasse.

Se per un termine hai trovato varie possibilità di traduzione e non hai ancora la risposta definitiva, evidenzialo e procedi con il resto della traduzione. Quando sarai più tranquillo, a traduzione ultimata e con qualche ora di distacco dal momento dell’incontro con la difficoltà, ritorna sui tuoi passi e finisci ciò che hai lasciato incompiuto, lima e perfeziona il tuo lavoro, presta attenzione al dettaglio e ricorda che ogni lingua ha le proprie regole e le proprie peculiarità, sta a te saperle riconoscere.

Se pensi di essere troppo precisino, vuol dire che stai andando nella direzione giusta.

 

  1. Inserisci i termini in un glossario personale.

 Faciliterai la ricerca e accorcerai le tempistiche lavorative.

Se ti imbatti in un termine che ti è già capitato di trovare in qualche altro documento, non dovrai fare prove del nove né cercarne disperatamente il corrispettivo corretto con la stessa enfasi con cui i cercatori d’oro cercano oro: tutto è già racchiuso lì, nel tuo glossario.

Affinché il lavoro sia davvero completo, accanto ad ogni parola indica la fonte a cui hai attinto per trovarla; in caso di dubbi saprai sempre dove tornare a guardare.

Questa tecnica può rivelarsi proficua non solo per le traduzioni ma anche per qualsiasi altra situazione lavorativa in cui sia coinvolta terminologia specifica in una seconda lingua che hai bisogno di archiviare, riutilizzare spesso e avere sempre a portata di mano.

 

  1. Prima di tradurre leggi sempre il testo dall’inizio alla fine e non prendere iniziative personali. 

Una prima lettura completa ti permetterà di farti un’idea del tema trattato e delle difficoltà che incontrerai lungo il tuo cammino.

Non fare né più né meno di quello che ti viene richiesto e mantieniti neutrale e distaccato nel tuo rapporto con il testo. Non sei un commentatore o un critico, sei un traduttore. Se vuoi avere piena libertà in un testo, scrivine uno tutto tuo!

Divieto assoluto di alterare la forma dell’originale, di aggiungere o togliere: no alle iniziative troppo personali. Il testo tradotto deve essere uguale all’originale nello stile, nel contenuto e nella forma; ne è copia fedele, non una seconda edizione da te personalmente rivisitata.

Al contrario, sentiti libero di segnalare eventuali errori, chiedere chiarimenti e delucidazioni o trasformare ed esplicitare la struttura di una frase –senza alternarne il significato, mi raccomando! -, nel caso in cui qualche ritocchino si riveli necessario per rendere il testo fruibile anche nella lingua di arrivo.

Se l’originale è un documento Word, puoi lavorare direttamente nello stesso file; così facendo, non corri il rischio di alterarne la forma o commettere errori di copiatura delle informazioni e dei dati sensibili che vanno semplicemente riportati.

Qualora tu debba tradurre solo una parte del testo, serviti delle parentesi quadre – […] – per mettere in evidenza la parte che non ti è stato chiesto di tradurre.

Inoltre, non tradurre in italiano eventuali termini stranieri, lasciali esattamente come li hai trovati all’interno dell’originale.

Preoccupati che il registro linguistico che adotti sia lo stesso del testo di partenza e che sia adatto al contesto e al pubblico ai quali il testo si rivolge. In un testo giuridico spagnolo al posto di además puoi usare otrosí, ma lo stesso non vale in un libretto di istruzioni di una lavatrice, poiché otrosí risulterebbe fuori contesto. Capisci cosa voglio dire?

 

  1. Usa i C.A.T. Tools con criterio.

 Non è mia intenzione impedirti di usare e conoscere questi strumenti di traduzione assistita, voglio solo far uscire dalla tua testa l’idea che possano svolgere il lavoro per te.

C.A.T. è una sigla che sta per Computer Aided Translation. Sono programmi per computer, non cervelli umani, che traducono riconoscendo la sequenza terminologica come parte del loro database. Per questo motivo, sono perfetti per assisterti nella traduzione di testi caratterizzati da un alto grado di ripetitività, come certi libretti di istruzioni.

In tutti gli altri casi assicurati che la traduzione ottenuta sia la miglior soluzione per il contesto in cui ti muovi, consapevole che non puoi fare cieco affidamento sul C.A.T. Tool e magari bere un moscow mule mentre il programma lavora al posto tuo.

Sii sempre soggetto pensante e sottoponi a revisione tutto quello che il programma ti propone, perché quello con capacità critica sei tu.

Se vuoi farti un’idea di come lavorano questi strumenti di supporto al lavoro umano, fatti un giro in Internet. I più famosi sono SDL, Trados e Wordfast.

 

  1. Traduci preferibilmente verso la tua lingua madre. 

Nel tuo caso l’italiano è la lingua target, mentre il tedesco, lo spagnolo o il portoghese sono la lingua sorgente.

Tuttavia, se la tua conoscenza della seconda lingua (e pure della prima…) è davvero molto alta; se lavori con criterio, dedizione e massima serietà; se ti preoccupi che ogni termine sia al posto giusto al momento giusto; se hai esperienza; se non strafai e non pecchi di malsana presunzione; se hai delle eccellenti basi linguistiche e culturali; se sai usare con maestria dizionari, glossari e tutte le risorse che Internet può offrirti… se sei tutto questo, mi assumo la responsabilità di quello che sto per dirti e ti dico che potresti tradurre anche verso una lingua che non è la tua lingua madre.

Se ne hai l’occasione ed il tempo e vuoi essere più che sicuro della correttezza del tuo lavoro, sottoponi la traduzione alla revisione di una persona con un eccellente bagaglio linguistico che sappia darti le giuste indicazioni, apportare migliorie e correggere eventuali errori.

Assolutamente vietato tradurre verso una lingua diversa dalla madrelingua se non hai nessuna delle caratteristiche di cui sopra e non possiedi piena consapevolezza dell’ambito linguistico in cui ti muovi. 

Non improvvisarti MAI traduttore di una materia che non conosci o per una lingua che hai studiato per poco tempo o che hai imparato guardando programmi TV.

C’è chi, per un po’ di soldi in più, accetta qualsiasi cosa, convinto che quantità voglia dire qualità. Personalmente, non mi cimenterei mai in una traduzione da e verso il portoghese, lingua che ho studiato per un anno all’università e che non ho mai più avuto l’occasione di approfondire. Certo, posso fare la turista a Lisbona, ma non posso fare il traduttore. Si chiama onestà intellettuale e credo ce ne sia bisogno per salvaguardare una professione già abbastanza bistratta e sottovalutata e per rispettare chi davvero ha gli skills giusti per poterlo fare con professionalità.

 

  1. Se ti vengono date delle scadenze, rispettale.

Rispettare le scadenze è senza dubbio, in ogni lavoro, sinonimo di professionalità.

Ma attenzione! Non basta aver terminato in tempo il lavoro per essere professionali, bisogna anche accertarsi che il lavoro consegnato non sia sommario e frettoloso.

Prenditi il tuo tempo, leggi e rileggi il testo – magari a distanza di ore o il giorno dopo, a seconda del tempo che hai a disposizione- e lavora in assoluta tranquillità, dove nessuno possa disturbarti, nel modo più efficiente ed efficace possibile.

 

  1. Rimanere fedele al testo originale non vuol per forza dire tradurre letteralmente.

Significa fare il possibile per trasmettere il messaggio originale senza sbavature, incongruenze o ambiguità curandone la forma, lo stile e la correttezza, consapevole del fatto che esistono casi in cui tradurre parola per parola complica inutilmente la comprensione del testo.

Come già ti ho spiegato prima è possibile che tu debba rivoltare una frase come un calzino per renderne al meglio il significato nella lingua di arrivo. Questo, però, non equivale mai a stravolgerne la forma a tal punto da storpiarne il significato.

Tieni presente che più le due lingue e le due culture sono diverse, più ti sarà difficile trovare elementi in comune. È proprio qui che il ruolo del traduttore diventa indispensabile, quando i giochi si fanno duri e nessun programma di traduzione assistita e nessuna conoscenza linguistica superficiale e approssimata sono sufficienti per ottenere risultati professionalmente validi.

Quando non si tratta di termini strettamente tecnici, al fine di migliorare l’espressione della lingua di partenza nel testo di arrivo, accetta i compromessi linguistici, come le perifrasi o le note a margine: sono l’unico strumento che possiedi per trovare la soluzione più soddisfacente e far sì che il testo tradotto non risulti incomprensibile nel contesto di arrivo.

Spero che questo articolo sia stato utile per capire le regole base del mondo della traduzione. Tornerò presto su questo tema con un post sulla traduzione giuridica.

Se non sei sicuro che la traduzione che hai concluso sia davvero soddisfacente o se hai bisogno di tradurre un testo ma non sai a chi rivolgerti, contattami e verrò in tuo soccorso! Inviami il testo da tradurre o la traduzione che vorresti revisionare, insieme troveremo la soluzione perfetta e otterremo risultati professionalmente ineccepibili.

Nel frattempo continua a seguirmi e a leggere anche tutti gli altri articolo del blog, tanti nuovi consigli sul mondo delle lingue ti aspettano! Clicca sul pulsantino che trovi qui sotto, potrai accedere direttamente a cinque consigli utili per iniziare col piede giusto lo studio di una lingua straniera.

E non dimenticare di dare un occhio al materiale scaricabile gratuitamente e di mettere mi piace alla mia pagina Facebook! 

Vai all'articolo
Ci sentiamo presto… e non dimenticare di condividere!