In questo nuovo post scopriremo assieme alcuni siti Internet in cui potrai trovare materiale gratuito per approfondire il tuo spagnolo o il tuo francese. Conosceremo, inoltre, grammatiche e vocabolari che non puoi non avere, se vuoi essere certo di possedere tutti gli strumenti più adeguati.

Certo, niente può sostituire un corso di lingua e un bravo insegnante, ma le risorse che stiamo per conoscere saranno comunque dei validi alleati per esercitarti su un tema piuttosto che un altro, rivedere qualcosa che non sei sicuro di aver capito o che non riesci proprio a memorizzare ed esercitare e migliorare la pronuncia.

In questo post voglio darti non solo dei consigli, ma fornirti anche dei mezzi concreti che ti aiuteranno a raggiungere risultati sempre più soddisfacenti e obiettivi sempre più ambiziosi.

Ti garantisco che con le mie dritte imparerai facilmente ad orientarti e non dovrai temere di perdere tempo inutilmente cercando qui o lì qualcosa che valga la pena.

Ovviamente non dimenticare di condividere, perché molte altre persone potrebbero trovarsi nella tua stessa situazione e avere bisogno degli stessi consigli!

Iniziamo con qualche consiglio generale.

1.

Quando sei alla ricerca di materiale online o vorresti comprare un manuale, la primissima cosa da fare è capire qual è il tuo livello di lingua.

Se sei un principiante non c’è molto da capire, ma se hai già seguito un corso (non 10 anni prima, ma un anno fa), hai continuato a praticare o usi costantemente la lingua per lavoro e hai solo bisogno di ampliare le tue conoscenze, è molto importante capire dove ti collochi.

Eviterai di fare esercizi dove impari cose che già sai o, al contrario, strutture che sono troppo complesse per te. Nel primo caso ti annoierai e non ti sembrerà di imparare; nel secondo, non riuscirai a stare al passo e mollerai dopo poco tempo, vinto dalla sensazione di smarrimento.

Se stai seguendo un corso o se hai ottenuto una certificazione ufficiale, già lo saprai, ma credo che sia comunque una buona cosa avere un’idea chiara delle capacità, gli obiettivi e i risultati che puoi raggiungere.

Per questo, ti consiglio di dare un’occhiata al QUADRO COMUNE EUROPEO DI RIFERIMENTO PER LE LINGUE, è facilmente reperibile online.
Per ogni livello (dall’A1, che corrisponde al principiante assoluto, fino al C2, il livello madrelingua) vengono elencate le competenze orali e scritte, di comprensione e produzione, che chi appartiene a quella fascia deve aver raggiunto.

È chiaro che si tratta di linee guida che permettono agli addetti ai lavori di orientarsi e avere degli strumenti di lettura universalmente riconosciuti per indirizzare uno studente verso una categoria piuttosto che un’altra.

È altrettanto chiaro che tra un livello e l’altro esistono sfumature, nel senso che tu potresti avere un livello di francese che si colloca un pochino sopra un B1, ma che non è ancora un B2.

Se ti trovi proprio nella situazione che ho appena descritto, credo che sia più redditizio fare un passo un po’ più lungo delle tue gambe e aggiungere un grado al livello di difficoltà con cui ti stai confrontando, se senti che quello che hai imparato fino ad ora è facilmente controllabile.

Per imparare una lingua e continuare a migliorare devi sempre assicurarti di ricevere un input con un grado di difficoltà maggiore rispetto a quello a cui fino ad ora sei stato abituato, in modo che ti venga richiesto uno sforzo di comprensione, altrimenti rimarrai in una zona di confort, in cui tutto ti è già noto, ma non farai mai progressi degni di questo nome.

E., passato un po’ di tempo da quando aveva iniziato il suo corso di inglese a Malta, ha sentito il bisogno di cambiare gruppo e passare al livello successivo, perché si era reso conto che dov’era stava bene, ma fin che non gli costava più nessuna fatica imparare e capire quello che gli veniva spiegato.
Se avesse continuato a stare dov’era, avrebbe continuato a consolidare quello che già sapeva, ma non avrebbe più interiorizzato nulla di nuovo.

Attenzione, però, non fraintendermi.
Ho detto un grado di difficoltà in più, non due o tre.

Lo so che imparare vuol dire apprendere cose nuove per migliorarsi e ampliare le proprie vedute, ma questo non significa che devi bruciare le tappe per arrivare in alto il più in fretta possibile.

Assicurati sempre di aver costruito solide basi.
Non puoi pretendere di imparare il congiuntivo in spagnolo, se non controlli con scioltezza il presente dell’indicativo.

Dai alle nozioni imparate il tempo di sedimentare, acquisisci non solo nuove conoscenze, ma anche sicurezza e ricorda che per imparare una lingua serve solo una cosa, anzi due: esercitarsi costantemente e praticare attivamente.

Sii consapevole delle tue capacità e delle tue conoscenze, solo così saprai quali sono i tuoi limiti e quanto oltre puoi spingerti per ottenere risultati sempre soddisfacenti e non andare incontro alla frustrazione.

 

2.

Se per lo spagnolo si parla di ELE (Español Lengua Extranjera), per il francese si parla di FLE (Français Langue Étrangère).
Tieni a mente queste due sigle, sto per spiegarti perché.

Poniamo il caso che tu abbia bisogno di rafforzare le tue conoscenze del passato prossimo in francese.
Cerca FLE PASSÉ COMPOSÉ EXERCICES, appariranno delle pagine in cui potrai trovare tutta una serie di esercizi sul tema che vuoi approfondire.

Lo stesso vale per lo spagnolo.
Se vuoi fare ancora esercizi su ser y estar, digita ELE SER Y ESTAR e troverai quello che cerchi.

Come sempre, porta con te una buona dose di spirito critico.
In Internet si trova di tutto, materiale valido e (molto) materiale di dubbia correttezza.
Controlla sempre le fonti, dai un’occhiata generale al sito, cerca qualche recensione, per capire se quello che ti viene offerto è materiale di qualità oppure no.
Non entrare direttamente nella tana del lupo, fatti un paio di giri prima.

Non sto dicendo che devi consultare solo siti autorizzati e riconosciuti dalle più alte cariche del Ministero della Cultura, né che devi diffidare di tutto quello in cui inciampi.

Evita, ad esempio, siti in cui le spiegazioni sono in inglese o in cui è facilmente intuibile che gli esercizi sono stati tradotti dall’inglese e non sono stati pensati direttamente nella lingua che vai a praticare.

Stai alla larga da metodi miracolosi che ti promettono che imparerai la lingua in poco tempo, 100 parole al giorno, 10 minuti al giorno per un mese e via, sei pronto per la grande avventura.

Non esiste un metodo rapido per imparare una lingua.

Ognuno di noi ha esigenze e motivazioni differenti e, soprattutto, modi di apprendimento diversi.
Per questo non esiste un metodo assoluto adatto a tutti.
Esistono, questo sì, metodi più efficaci di altri per te e per il tuo modo di imparare.

Quello che sicuramente ti servirà sono il tempo, la costanza, l’impegno continuativo e molto più di 10 minuti al giorno per un mese per essere pronto per la grande avventura.

Diffida, quindi, di quei siti che ti propongono assurdi metodi mnemonici per imparare il più in fretta possibile, oggi questo e domani quello.

Quando si impara una lingua è molto più importante assimilare che imparare a memoria.

 

3.

Se intendi acquistare un manuale, oltre a preoccuparti che sia valido e concretamente utile, assicurati che sia adatto a te, alla tua età e, soprattutto, alle tue esigenze.

Se stai imparando francese per lavoro e hai bisogno di conoscere la terminologia legata al mondo della finanza, cerca un manuale che sia stato pensato per professionisti e non accontentarti di quello che tuo figlio usa a scuola, studiato per adolescenti. Può esserti utile per uno studio generale della lingua, ma non ti basterà, se stai cercando qualcosa di più specifico.

Avere del materiale in casa facilmente consultabile è importante.
Ti creerai una tua biblioteca personale a cui attingere in caso di dubbi, dove trovare tutto quello che ti serve per esercitarti, ripassare o controllare di aver scritto correttamente una frase in un messaggio.

Se dovessi decidere di prendere un libro per praticare la lingua da solo, ti consiglio di acquistare non soltanto il libro dell’alunno ma anche il quaderno degli esercizi, in cui troverai esercizi più o meno controllati e sistematici sulla grammatica e il lessico. Così facendo, non ti sembrerà di non fare abbastanza o che il tuo studio non sia completo.

Mi raccomando, però, cerca sempre di alternare esercizi di grammatica ad altri che rafforzino aspetti diversi, come la comprensione auditiva e la produzione scritta o orale.

Nel caso in cui ti venga voglia di scrivere un testo, fallo sempre correggere da qualcuno.
La correzione ti permetterà di rivedere gli errori che hai fatto per evitare di continuare a farli.

Non dimenticare che l’errore fa parte di tutti i processi di apprendimento e che chi te lo fa pesare non ti sta facendo un favore, perché potresti arrivare ad un punto in cui la paura di sbagliare blocca e limita la tua capacità espressiva, della serie “meglio che stia zitto, perché se parlo faccio solo errori”.
Credimi che ho sentito questa frase in più di un’occasione e non c’è niente di più sbagliato.

L’errore va processato nel modo giusto e non ignorato o, peggio ancora, stigmatizzato.

Se sbagli è perché stai imparando, punto.

Se ti viene spiegato il motivo per cui hai sbagliato, difficilmente ripeterai l’errore.
Se, al contrario, non verifichi la correttezza di quello che scrivi o dici, non avrai mai consapevolezza dei tuoi limiti e delle tue reali capacità; quando ti accorgerai che non è come credevi e tutte le tue certezze cadranno, sarà come demolire un castello intero partendo dalle fondamenta.

Preferisci sempre manuali di recente stampa o ristampa.
Le versioni aggiornate tendono a tener conto anche di neologismi e usi colloquiali della lingua.
Approcciano la grammatica in modo meno statico, senza scollegarla necessariamente da un contesto pratico e reale, servendosi di testi ed esercizi che riflettono gli usi quotidiani della lingua.

La lingua è uno strumento pratico e dinamico, non lo dimenticare mai.
Imparare a compartimenti stagni, regola dopo regola, senza collegamenti tra le parti, non è per nulla produttivo.

Che poi, quando ti trovi a parlare con un cliente o a scrivere una mail ad un collaboratore non sai più quale cassettino aprire e non riesci a trovare un nesso tra tutte le nozioni linguistiche che girano per la tua testa, se non ti abitui sin da subito ad usare in modo dinamico quello che impari.

 

4.

Leggere ed informarsi fa sempre bene allo spirito e alla mente, farlo nella lingua che stai imparando ti permette anche di ampliare il tuo vocabolario.

Non è mia intenzione lasciarti una lista di quello che puoi leggere, perché non importa quello che leggi, basta che sia qualcosa di tuo interesse.
Non importa se preferisci Le Figaro a Le Monde, se sei appassionata di moda e leggi Elle, se ti piace la letteratura e sei abbonato a Magazine-Littéraire o se ogni mattina apri la pagina de El País

Leggi quello che leggeresti in italiano.
Se non ti piacciono i romanzi e, generalmente, leggi solo articoli di politica estera, fai la stessa cosa.

Mentre leggi non pensare che stai facendo un esercizio, che devi riconoscere e conoscere tutte le parole, ecc.
Leggi e basta, per il piacere di farlo.

Se sei a casa da solo, leggi a voce alta così alleni non solo la comprensione, ma anche la pronuncia e l’intonazione.

Alcune case editrici propongono delle letture graduate, riadattate per un livello di lingua piuttosto che un altro.

Lo scopo è permetterti di leggere senza preoccuparti di non riuscire a comprendere o a riconoscere le strutture grammaticali e lessicali presenti. Per questo, alcuni termini sono sostituiti da sinonimi di più facile comprensione, alcune frasi semplificate, alcuni paragrafi eliminati o accorciati, le espressioni e i modismi del linguaggio informale cancellati, e così via.

L’unica cosa di cui devi essere sicuro è che il libro che hai scelto corrisponda effettivamente al tuo livello di lingua, o che il grado di difficoltà sia appena superiore al tuo, in modo da spingerti a dare di più senza essere, però, quasi impossibile da capire.
Vedi, quindi, che ho ragione? Se non conosci il tuo livello di lingua, molte cose si fanno complicate…

Personalmente preferisco materiale autentico a letture di questo tipo, poiché puoi confrontarti con la lingua vera e farti un’idea – seppur parziale e settoriale, me ne rendo conto – di quella che è la società in cui la lingua è inserita.

Ai miei alunni consiglio sempre di iniziare leggendo qualcosa di breve, come un articolo di giornale (nessuno ti chiede di partire con articoli o editoriali di finanza o botanica, se non sei un esperto del settore e non hai familiarità con la terminologia proposta), per poi passare a qualcosa di un po’ più lungo, come un racconto breve, fino ad arrivare ad un libro intero.

Detto ciò, non c’è nulla di male a prediligere una lettura graduata, dipende sempre dal tuo livello di comprensione della lingua, da quello che stai cercando, da quanto sei disposto a buttarti e a metterti alla prova.

 

5.

Per quanto riguarda la comprensione auditiva, vedremo assieme che in Internet potrai trovare anche materiale audio creato appositamente per aiutarti ad allenare l’udito e iniziare a prendere confidenza con pronuncia, accenti e cadenze.

Se intendi fare un esercizio di questo tipo, inizia col leggere le domande, per avere un’idea di quello che ti si chiede, e ripeti l’ascolto per tre volte.
La prima volta ascolta soltanto.
La seconda, prendi nota di tutto quello che capisci (che sia una parola o una frase intera) e inizia a rispondere alle domande.
Infine, usa il terzo ascolto per verificare di aver risposto correttamente e per cercare di cogliere quello che prima ti era sfuggito.

Non credere, però, che il materiale in questione ti prepari per la realtà della lingua orale.
Per questo ti servirà anche una certa dose di esperienza sul campo, tra i madrelingua.

Ho studiato spagnolo per cinque lunghi anni all’università e sono pure convinta di aver fatto un buon lavoro e di essermi impegnata al massimo per raggiungere il miglior risultato possibile.
I docenti erano tutti madrelingua, certo, ma durante le lezioni il loro spagnolo era controllato.
Gli audio erano strutturati appositamente per aiutarci a capire e a distinguere parole e suoni e se guardavamo un film, c’erano i sottotitoli.

Quando sono arrivata a Madrid mi sono resa conto che non ero per nulla abituata ad ascoltare la lingua nel suo contesto reale.

Per i primi tre o quattro giorni è stato difficile capire quello che mi dicevano, ascoltavo tutta concentrata e mi prendevo qualche secondo prima di rispondere, per avere il tempo di rielaborare i suoni indistinti che sentivo.
Tuttavia, è bastata un po’ di pratica per superare il problema e decifrare tutte le conversazioni attorno a me senza il minimo sforzo.

Continua a leggere la terza parte con i consigli per il SPAGNOLO

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Continua a leggere la terza parte con i consigli per il FRANCESE

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Se vuoi avere qualche altra dritta, torna a trovarmi… sto preparando per te altri interessanti articoli.
Ci sentiamo presto… e non dimenticare di condividere!